A cura di Elena Gatti
David S, Costa AS, Hohenfeld C, Romanzetti S, Mirzazade S, Pahl J, Haberl L, Schneider KM, Kilders A, Eggermann T, Trautwein C, Hildebrand F, Schulz JB, Reetz K, Haeger A.
Modulating effects of fitness and physical activity on Alzheimer’s disease: Implications from a six-month randomized controlled sports intervention.
J Alzheimers Dis. 2025 Jan;103(2):552-569. doi: 10.1177/13872877241303764.
Uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease ha analizzato l’impatto di un programma di esercizio fisico combinato sulla progressione dell’Alzheimer, dimostrando benefici sia a livello fisico che cognitivo nei pazienti affetti dalla malattia.
Lo studio ha coinvolto un totale di 46 partecipanti di cui 26 pazienti con Alzheimer sottoposti a sei mesi di esercizio fisico strutturato, con due sessioni settimanali da 60 minuti. L’intervento combinava attività aerobiche, esercizi di resistenza, flessibilità ed equilibrio, con l’obiettivo di migliorare la capacità cardiorespiratoria e la forza muscolare. In aggiunta, sono state effettuate valutazioni cliniche, test cognitivi e analisi di imaging cerebrale prima e dopo il programma. I restanti 20 partecipanti sono stati assegnati al gruppo di controllo, che non ha seguito il programma di esercizio.
I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi nella forma fisica, con un aumento della resistenza e della forza muscolare, associati a benefici cognitivi nelle funzioni esecutive e nella memoria. Le analisi con risonanza magnetica hanno evidenziato una stabilizzazione del volume dell’ippocampo, un’area chiave per la memoria, suggerendo un potenziale effetto neuroprotettivo.
Oltre agli effetti fisici e cognitivi, lo studio ha rilevato un miglioramento del benessere psicologico e della qualità della vita, con una riduzione dei sintomi di ansia e apatia, frequenti nei pazienti con Alzheimer. Infine, è emerso che un numero elevato di passi giornalieri era associato a una maggiore preservazione delle funzioni esecutive e a una migliore qualità della vita nei caregiver.
Questi dati confermano che l’attività fisica combinata non solo supporta la salute generale, ma può rallentare la progressione della malattia, offrendo un’opzione terapeutica complementare alle cure tradizionali.
Sebbene siano necessari studi su un campione più ampio, la ricerca rafforza l’importanza dell’esercizio fisico personalizzato per preservare le funzioni cognitive e migliorare la qualità della vita dei pazienti con Alzheimer.
Per approfondire, è possibile consultare lo studio completo al seguente link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39814521/